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Poesie in pergamena

Poesie scelte dal forum Fiori di Pensiero
Pergamena Ottobre 2012

 

 

Bagdad (quarto e quinto girone) di gitano40
Bruto di ArielMorito 
Come un diamante di Raggio di Sole21.
L'Amore è una Maschera di Flegias
La roccia e l'acqua di MaurizioCB90
Quanto mi costa di  Kuno.
Scende la sera di  (pearl)
Seduto al bar di pennabianca1957
Simmetrie   di ariele57
Tanka svogliato di  pardobardo
Viaggio e destinazione di camilloextrema
Vita e Morte di gioiaedolore

 

 


 

 

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"Poesie in pergamena" è una scelta redazionale tra le poesie
inserite in forum Fiori di Pensiero  ogni trimestre.

Pergamene precedenti


 

 
 
 

 

 

 


 

 

 

 

 

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   Baghdad
 (quarto e quinto girone)
di gitano40



Quarto girone

Baghdad dei minareti
chi la distrusse?
La distrusse un requiem al crepuscolo
sui dirupi e sui tetti:
l'attesa di una folgorante vittoria,
igiene del mondo
sugli infuocati dorsi
dei cavalli di Allah,
il pianto delle nere madri,
il soffocante silenzio delle oasi
il sangue di capretto sulle fronti
l'ansia del sacrificio,
dono sulla pietra del martirio,
la misericordia del dio delle dune,
la sete degli accampati,
le sospirate vergini del cielo.
Baghdad è un agnello smarrito
è un servo battuto e piangente
è un precipizio di cupole d'oro
di scarpe, di tappeti, di schiene
di arcate, di invisibili volte.
Baghdad delle preghiere,
dei digiuni, della pietra santa
è scomparsa una notte
inghiottita da un sole programmato.

Quinto girone

Baghdad delle mille favole
chi la distrusse?
La distrusse il cuore malato
della città delle lamiere
dei tuguri, copie di benessere:
il metodo della scienza,
padre delle miserie e dell'orrore
sulle criniere dell'Apocalisse.
La contabilità della notte implora
il tuo sogno di vita Sherazade
quante migliaia ancora per sopravvivere?
L'invincibile veliero di Sinbad
dalle ali spiegate avrà stanca di vento,
sirene di prua verso isole d'acciaio
impenetrabili pance gravide
di mostri e di uova.
Baghdad non è più il cavallo alato,
il buon re dei giocattoli,
la vecchia bottiglia sulla spiaggia,
la lampada del genio,
né la Babele di un tempo
in cui si sciolsero le lingue.
E' un burattino dalla faccia di crosta
un baffetti ubriaco e sadico
un pancione asciutto in cilindro
un gambalunga in divisa
un baffone da trenta denari
uno stanco teatro di maschere.
 


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Bruto
di   ArielMorito 


Vegliano i miei sogni sul tuo grave
quando si schianta il giorno nella notte.

La luna fredda ha sentenziato

Il frutto d’ogni albero è la corda
che spezza solitudine e silenzio.
 
   
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  Come un diamante
di  Raggio di Sole21.


Scarso è il calamaio nella sera,
solo graffi nell’ empietà del cielo,
non più colori, né stralci viola
a cantare la quiete nello sguardo
e quel passo che sottrae il tempo...

all’ eternità.

Solo segreti sui quali graffiare,
finito l’ inchiostro per dire "anima"
raccontare il sorriso del vento
preso per mano e attirato all' edera
in un lembo sempreverde.

Silenzio
...
da incidere indelebile in un diamante. 

 

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    L'Amore è una Maschera
di Flegias


La vidi nei sogni indossare il nulla,
le sfiorai la nuca, ma la mano di colpo
in ghiaccio si tramutò.

La scrutai invano per una vita
senza riuscire a scorgerne mai il viso.
La seguii in questa vallata di bianco
immenso e incontrastato ogni giorno.

Corsi per amarla, mentre lei camminava
incurante e indifferente della mia presenza,
come fosse un'immagine riflessa
del mio desiderio incompiuto.

Le misi la maschera della mia follia,
la intrappolai nella mia mente
e sprofondai negli abissi della vita,
dove chi più ama, rimane solo.
      
 

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   La roccia e l'acqua
di  MaurizioCB90 


Che quella scorza dall'odore della roccia,
solo tu l'hai crepata e sciolta.
Niente sboccia senza l'acqua e la sua forza,
tu l'hai travolta, goccia dopo goccia.  


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    Quanto mi costa 
di  Kuno  


Quanto mi costa la vita con te.
Quanto mi costa tenerti per me.
Diciamo tre lire, due schiaffi
e una lacrima persa qua e là.

Volevo dirtelo però
il salto è lungo ed ho paura
di inciampare tra i tuoi singhiozzi
e di caderti ancora tra le braccia.

Quanto mi costa essere entrato
in una cella due per tre.
Quanto mi costerà sapere
che la chiave l'ho buttata tempo fa.

Non sei la stessa ormai da un po',
volevo dirtelo però
il salto è lungo ed ho paura
di abbandonarmi alla forza del vento.

Quante occasioni buttate via,
senza parole sulla bocca mia,
quanto mi costerà la codardia
non è un pensiero ormai è mania.

Ti guardo e sento solo uno stridio
non piú l'affascinante melodia
che tempo fa fu trappola per me
che ancora resto qui e sorrido, perché?

Ma io volevo dirtelo però
il salto è lungo ed ho paura
di non riuscire a farcela da solo,
di non tuffarmi in tempo lontano da qua. 
  
 
 
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Scende la sera
di  (pearl)  



è biforcuta la fiamma del giorno
mentre esce dalla carne del cielo,
sussurra veleno all'orecchio dei nembi possenti
e guarda il sole
strisciare via ferito

le stelle non ci pensano mai,
ma tiepidi i pensieri della terra
passeggiano silenziosi
sotto le nostre radici affannate,
e la notte cola il gelo delle sue vene solitarie
dritto sul capo delle montagne lontane

l'autunno
rabbrividisce via le sue illusioni
mentre l'estate lascia la sua mano,
il peso di tutta la neve che arriverà
come un'incudine
sul cuore di un germoglio,
quando ormai è solo luna d'ottobre
ad incerottare un taglio
profondo quanto il dubbio

le parole del vento,
-così tanto amore-
non si possono stringere
fra braccia di granito,
ma il mondo questa sera
ha un profumo triste,
e occhi stanchi
mentre siede sulle onde
di tutto un universo vuoto 

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   Seduto al bar
di   pennabianca1957


L'ho visto anche oggi, camminare
sui tetti, spostarsi tra le finestre

sembrava mi stesse cercando

mentre io ancora volevo sognare.

Ha smosso un po' di foglie in strada
e ho capito, dal profumo
delle lenzuola cambiate, che la luce
ha cominciato a rinchiudersi negli armadi.

E' rimasta una sola fontana
a brillare nell'aria
all'angolo dei giardini pubblici
mentre gli itinerari dei cani
si sono allungati all'infinito dei viali

e quei ragazzi ancora non lo sanno
descrivere, questo raggio di sole
più spento, ma si guardano e sorridono
lo stesso, per corteggiarsi gli occhi
sulle panchine.

Come un soffio d'ombra sui colori
delle nostre giacche, o delle nostre ali
riflesso alle vetrine, disteso
come una polvere che danza sui pensieri

l'autunno
si è seduto al tavolo di un bar

la bocca per poco vento
la testa su una mano
a guardare il ripetersi rallentato

dei nostri passi in piazza.
 

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Simmetrie
di  ariele57


dopo il furor del nero
ritorna bellarosa
ed il silenzio sfinge
si perde nella conta.

cosi io vedo il viso
tracciato dal tormento
e dentro quello scrigno
s'agita nel vissuto il vento.

ma gli occhi dei miseri ribedi
si fermano attenti ai coni
e non colgono che numeri immaginari
che pur esistono nei voli.

solo l'aquila nel cielo ha radice
e sconfina,l'infinito sta al lato
per non mostrare china,ma l'avida
stamane segna e nega la parola.

 
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    Tanka svogliato
di pardobardo


Suona nel tempio
ricordando il Sublime
bronzea campana.

Nuvole minacciose,
mi rigiro nel letto.
 

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    Viaggio e destinazione
di camilloextrema  
 

Mi ritrovo perso a guardare il mare
immaginando storie di donne e marinai
affondati con il loro impossibile amore
sui ripidi pendii di montagne sommerse.

Resto sull’albero maestro di un veliero
intento a scrutare un orizzonte ignoto
sperando che uno scirocco temperato
possa farmi ritrovare il calore smarrito.

Mi ritrovo immerso nei profondi abissi
dove la luce del sole più non giunge,
senza speranza di sentire la tua voce,
senza sapere se riuscirò a tornare.

Scivolo come una goccia d’acqua
capitata per caso o per fortuna
sulla tua pelle che profuma di sale
come quella di una graziosa sirena.

Mi ritrovo a gustare il mio silenzio
come fosse musica di sottofondo
mentre le onde sono il controcanto
del mio desiderio di abbracciarti.

Cado preda dell’innocenza dei sogni
venuti a ravvivare le mie preghiere,
che qualcuno liberi il sentiero, perché
io sono il viaggio e tu la destinazione. 

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Vita e Morte
di  gioiaedolore        


La trappola del tuo cuore mi uccide,
con lentezza dosa gocce d'amore sulla
pietra cruda della mia vecchia pelle.

Un patibolo lungo e piovoso
devasta con forza l'argine di cera
che copre la sera sulla lunga preghiera.

Sono in attesa da troppi anni
il numero scritto sul mio petto
si scolla dall'alto del suo aspetto.

Vita,non togliermi il tuo affetto
un pensiero raccoglie le piccole foglie
sull'autunno veloce dell'immensa morte.  


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